Eletta alla Camera dei Deputati per il Popolo della Libertà nel collegio della Toscana

 

QUELLE NOTIZIE PRIVATE UNA FERITA ALLA LIBERTA'
Da "IL MESSAGGERO" di venerdì 6 giugno 2008
di PAOLA SEVERINO


I DATI relativi al numero di intercettazioni telefoniche disposte dalla magistratura evocano una serie di considerazioni, non limitate al semplice piano finanziario che pur evidenzia già di per sé un rilevantissimo costo, pari al 33 per cento delle spese di giustizia.
Un ulteriore costo, sotto il profilo dell`efficienza, sta nella perdita di capacità nell`utilizzo di tecniche investigative "tradizionali". L`uso disinvolto ed estesissimo di questo mezzo di ricerca probatoria genera un appiattimento ed una assuefazione ad avvalersi di esso, a scapito del ricorso, a volte più faticoso ed impegnativo, a strumenti di indagine classici. come la prova testimoniale e la prova scientifica.
Ne consegue l`aumento dei casi di delitti (per i quali l`intercettazione risulta inefficace) rimasti irrisolti per carenze investigative dovute alla desuetudine di tecniche di intervento immediato, come interrogatori, convocazioni di testimoni, esame del contesto ambientale e di relazioni della vittima, acquisizione ed analisi di documenti.
Un terzo costo riguarda l`abbassamento della soglia di percezione della gravità di una delle più rilevanti aggressioni ad un bene costituzionalmente tutelato.
La prassì dì estendere le intercettazioni ad ogni momento ed aspetto della vita privata, la costante elusione del segreto investigativo, la gara alla pubblicazione in anteprima di brani di conversazioni del tutto prive di rilevanza penale, la ricerca irrefrenabile di aspetti solo scandalistici in vicende giudiziarie, generano una sconfinata voracità di notizie "private", in un circolo vizioso che travolge qualunque forma di tutela della riservatezza.
Un ulteriore, ma non certo secondario, costo attiene alla irreparabile compromissione del rapporto di fiducia tra il cittadino e lo Stato. Ogni cittadino deve sapere che nessuno è al di sopra di ogni sospetto ed ogni cittadino rispettoso delle leggi deve sapere che, nell`ambito di indagini riguardanti altri soggetti, anche le sue conversazioni possono essere intercettate.
Ma ogni cittadino deve poter fare affidamento sul fatto che lo Stato intervenga a tutelare la riservatezza della vita di ciascuno, soprattutto se non sottoposto ad indagini, a reprimere gli abusi. A punire chi viola il segreto.
In un mondo ideale, in cui ciascuno rispetti il proprio ruolo, si adegui alle regole deontologiche della propria professione, applichi il comune principio del non fare ad altri ciò che non vorresti fosse fatto a te stesso, non vi sarebbe un continuo bisogno di invocare nuove norme più restrittive, a tutela di un bene che dovrebbe stare a cuore a ciascuno di noi. Ma ciò, appunto, potrebbe valere in un mondo ideale e, purtroppo, irreale. Nel mondo in cui viviamo, dobbiamo invece insistere con forza affinché entrino in vigore le nuove e più restrittive norme a tutela della segretezza e della libertà di comunicazione più volte preannunciate, ma ancora non operative. Certamente, si tratta di provvedimenti che susciteranno le critiche di qualcuno, ma non di quanti credono che il diritto e la libertà di ciascuno, ivi compresi il diritto di cronaca e la libertà di stampa, trovano un unico ma invalicabile limite nel corrispondente diritto e nella corrispondente libertà dell`altro.

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