< Precedente
> Successivo


QUEI VENTUNO FRANCHI TIRATORI E IL DIRITTO ALLA PRIVACY


Il Riformista, 12 giugno 2009 - E' molto singolare che uno dei provvedimenti più contestati dall'opposizione, un provvedimento che ha persino motivato una lettera al Capo dello Stato in cui lo si definisce "politicamente eversivo", sia anche il primo che ottiene  a votazione segreta 21 voti proprio dall'opposizione.

Stiamo parlando del disegno di legge sulle intercettazioni, che ha provocato molte polemiche  e anche grande allarme. Testo che è uscito dalla lettura della Camera già molto annacquato rispetto a quello che tende a far credere Berlusconi, che su questo tema - che lo riguarda personalmente - aveva fatto la faccia feroce anche e soprattutto con gli alleati.

Il voto - segreto - dei parlamentari dell'opposizione che si sono aggiunti alla maggioranza testimonia in effetti che un giro di vite sull'abitudine esagerata, esasperata, e spesso illegale di realizzare e pubblicare intercettazioni telefoniche anche quando non hanno nulla a che fare col processo, o non sono giustificate dal reato per cui si procede, era necessario e da molto tempo atteso. E' infatti difficile imbastire una battaglia di libertà contro una legge che si propone di proteggere la libertà costituzionale dei cittadini alla riservatezza delle proprie comunicazioni. E quei ventuno franchi tiratori stanno lì a dimostrarlo.